La Paino alle Giornate FAI di Primavera

In occasione della giornata FAI del 24 marzo, noi, alunni dell’XI Istituto Comprensivo Gravitelli Paino, abbiamo fatto da ciceroni ed è stata una delle nostre migliori esperienze. Ci siamo appassionati a parlare del Palazzo di Giustizia e, allo stesso tempo, abbiamo potuto osservare più da vicino tutte le sue bellezze.Appena arrivati, siamo stati divisi in gruppi e a ciascuno è stato assegnato un numero, in modo da poter gestire al meglio i visitatori: il nostro era il 24.Abbiamo accolto i primi turisti illustrando la parte esterna dell’edificio, i materiali con cui è costruita e le decorazioni con i volti dei giuristi messinesiIn un secondo momento, spostandoci all’interno, abbiamo presentato la figura e le opere dell’artista Michele Panebianco, soffermandoci su una sua rappresentazione, cioè il frammento raffigurante un bambino che è stato acquistato sul mercato antiquario dopo il terremoto del 1908. Abbiamo così introdotto la storia di una delle figure più significative del panorama artistico siciliano dell’Ottocento. Purtroppo, molte delle sue magnifiche opere sono andate perdute proprio a causa del terremoto di inizio Novecento e per ammirare quelle che rimangono bisogna recarsi al museo regionale di Messina o in alcune chiese della Sicilia.Il percorso è continuato verso la porta che conduce alla corte d’Assise, dove sono poste delle gigantesche gabbie, che avevano la funzione di cella e un lampadario di marmo grigio-nero di Billiemi.A seguire abbiamo salito le grandi scalinate gemelle, ai cui lati, ci sono le serie di allegorie di Alfredo Biagini e in alcune parti del soffitto si trovano anche dei dipinti di Di Stefano Romano e Schmiedt.Queste scalinate portano a varie stanze, alcune contengono delle rappresentazioni, altre sono di avvocati.La nostra giornata da ciceroni è continuata in altri due locali simili a una corte e, infine, si è conclusa tornando al punto di partenza.Durante questa esperienza ci siamo convinti che per entrare nel Palazzo di Giustizia sarebbe necessario avere una determinata età o almeno avere degli accompagnatori, che mostrino particolare attenzione a non far toccare niente, poiché molti dei bambini presenti si sedevano sulle poltrone con le scarpe oppure toccavano mappamondi e macchine da scrivere, nonostante gli venisse detto di non farlo.La nostra terra è piena di opere meravigliose che dovrebbero essere aperte a tutti per scoprire le ricchezze che spesso non si conoscono, ma l’Uomo deve averne cura per conservarle e curarle nel modo giusto.

Emmanuel Conte 1C